Un sudario di cemento bianco sulle rovine di un paese distrutto dal terremoto
Nella notte del 15 gennaio 1968 un terremoto distrusse i paesi della valle del Belice, nella Sicilia occidentale. Gibellina fu rasa al suolo e ricostruita a venti chilometri di distanza come Gibellina Nuova, dove il sindaco Ludovico Corrao chiamò grandi artisti e architetti a creare un museo a cielo aperto di arte contemporanea, con opere di Pietro Consagra, Arnaldo Pomodoro e molti altri.
Sul luogo del paese vecchio, l'artista Alberto Burri realizzò tra il 1984 e il 2015 il Cretto, una delle più grandi opere di land art al mondo: le macerie furono raccolte e coperte di cemento bianco seguendo la pianta delle vecchie strade, che sono diventate profonde fenditure da percorrere a piedi. Visto dall'alto o dalla collina, sembra un immenso sudario crepato steso sulla memoria del paese.
Consiglio: camminate dentro il Cretto al tramonto, quando il cemento bianco diventa dorato; nel 2026 Gibellina è stata Capitale italiana dell'arte contemporanea.
Dove si trova
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