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N. 999 di 1001 · Sardegna

Sant'Antioco e il Tofet

L'isola collegata da un istmo romano

Nel sud ovest della Sardegna, Sant'Antioco è l'isola più grande dell'arcipelago del Sulcis e la quarta d'Italia, collegata alla terraferma da un istmo e un ponte le cui origini risalgono all'epoca romana. Il suo centro principale, anch'esso chiamato Sant'Antioco, sorge sul sito di Sulky, una delle più antiche città fenicie del Mediterraneo occidentale, fondata nell'VIII secolo a.C., poi cartaginese e romana.

La città antica ha lasciato resti straordinari. Il Tofet è un santuario fenicio-punico all'aperto dove, tra le rocce, venivano deposte migliaia di urne di terracotta con i resti cremati di neonati e piccoli animali, insieme a stele di pietra scolpite; a lungo si pensò che fosse un luogo di sacrifici di bambini, mentre oggi molti studiosi ritengono fosse un cimitero sacro per bambini morti in tenera età. La necropoli di tombe a camera puniche scavate nella roccia fu poi riutilizzata come catacombe dai primi cristiani, sotto la basilica di Sant'Antioco, il santo martire dell'isola, dove si visitano le catacombe. Il Museo Archeologico Ferruccio Barreca espone stele, ceramiche, gioielli e una coppia di leoni romani. L'isola è nota anche per il bisso, la "seta del mare", antico tessuto ricavato dai filamenti della pinna nobilis, un'arte tenuta in vita da poche donne.

Consiglio: il paese di Calasetta, sulla punta nord dell'isola, ha case bianche e spiagge, e traghetti per Carloforte.

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