Il Rinascimento di Leon Battista Alberti
Nel centro di Rimini il Tempio Malatestiano, oggi cattedrale della città, è uno dei grandi monumenti del Rinascimento italiano e lo straordinario manifesto di un signore controverso: Sigismondo Pandolfo Malatesta, signore di Rimini, condottiero, mecenate e uomo di ambizione e violenza, scomunicato da papa Pio II, che lo fece perfino "canonizzare all'inferno" in una cerimonia a Roma. Dal 1450 Sigismondo fece trasformare l'antica chiesa gotica di San Francesco in un monumento alla propria gloria e a quella della sua amata Isotta degli Atti, che poi divenne la sua terza moglie, affidando il progetto al grande umanista e architetto Leon Battista Alberti.
Alberti racchiuse la vecchia chiesa in un nuovo involucro di marmo, ispirato all'architettura romana antica: la facciata, che ricorda il vicino Arco d'Augusto, con il grande arco centrale, e i fianchi, con profonde arcate destinate a ospitare i sarcofagi degli uomini illustri della corte di Sigismondo, come poeti, filosofi e studiosi. L'edificio restò incompiuto, senza la cupola prevista, dopo la caduta di Sigismondo. All'interno le cappelle sono decorate dai raffinati rilievi di Agostino di Duccio, con angeli, putti, musici, sibille, segni zodiacali e pianeti, e ovunque le iniziali intrecciate S e I, Sigismondo e Isotta, e l'elefante, emblema dei Malatesta. La chiesa conserva anche un affresco di Piero della Francesca del 1451, con Sigismondo inginocchiato davanti a san Sigismondo, e un Crocifisso dipinto da Giotto.
Consiglio: la cattedrale è aperta tutti i giorni e l'ingresso è gratuito; cercate gli elefanti che sorreggono i pilastri delle cappelle.
Dove si trova
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