Il campanile e gli affreschi
Nella campagna piatta e silenziosa del Delta del Po, vicino a Codigoro, dove la terra era un tempo un'isola tra paludi e rami del fiume, l'Abbazia di Pomposa si alza con il suo slanciato campanile visibile da chilometri. Fondata da monaci benedettini intorno al VII-VIII secolo, divenne nell'XI secolo uno dei monasteri più importanti d'Italia, un centro di cultura con una ricca biblioteca, visitato da imperatori, papi e studiosi. Nei secoli successivi il cambiamento del corso del Po e la diffusione della malaria resero la zona malsana, e i monaci la abbandonarono gradualmente.
Il campanile, costruito nel 1063 dall'architetto Deusdedit, è alto circa 48 metri, in stile romanico, con nove piani e finestre che diventano più grandi e numerose verso l'alto, per alleggerire la struttura. La basilica di Santa Maria, preceduta da un elegante atrio decorato con terrecotte, maioliche e sculture, conserva all'interno uno splendido pavimento a mosaico e un grande ciclo di affreschi trecenteschi di scuola bolognese, forse anche di Vitale da Bologna, con storie dell'Antico e del Nuovo Testamento, dell'Apocalisse e un grandioso Giudizio Universale. Il complesso comprende anche la sala capitolare, il refettorio e il Palazzo della Ragione. Qui nell'XI secolo il monaco Guido d'Arezzo sviluppò il sistema di notazione musicale su righe, antenato del moderno pentagramma, rivoluzionando l'insegnamento della musica.
Consiglio: abbinate Pomposa a Comacchio e a un giro in barca nel parco del Delta del Po; d'estate l'abbazia ospita concerti.
Dove si trova
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