Le terme ai margini delle Foreste Casentinesi
Nell'alta valle del Savio, nell'Appennino romagnolo al confine con la Toscana, Bagno di Romagna è una piccola cittadina termale di lunga tradizione: le sue acque termali, che sgorgano dal suolo a una temperatura di circa 45 gradi, bicarbonate, alcaline e sulfuree, erano già usate dai Romani, come dimostrano i resti di antiche terme trovati in paese. Nel Medioevo e nel Rinascimento fu una stazione termale frequentata, e nel Quattrocento appartenne a Firenze, che lasciò il segno nell'elegante Palazzo del Capitano, con gli stemmi dei capitani fiorentini sulla facciata. Oggi il paese ha diversi centri termali e alberghi con piscine termali, dove godersi trattamenti e rilassarsi nell'acqua calda, anche all'aperto d'inverno.
Il paese è una delle porte del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna, una delle foreste più belle e selvagge d'Italia, con enormi boschi di faggi e abeti, ricchi di fauna, con cervi, caprioli, lupi e aquile. Il suo cuore, la riserva naturale integrale di Sasso Fratino, la prima d'Italia, fa parte del sito UNESCO delle antiche faggete primordiali d'Europa. Il parco è attraversato da centinaia di chilometri di sentieri, tra cui quello per la cascata dell'Acquacheta, citata da Dante nell'Inferno, e i percorsi verso l'antico eremo di Camaldoli e il santuario della Verna, sul versante toscano. Vicino si trova il lago di Ridracoli, un lago artificiale circondato da foreste, con un centro visite ed escursioni in barca.
Consiglio: in autunno le faggete si colorano di rosso e d'oro; dopo una giornata di escursioni, concludete con un bagno nelle piscine termali.
Dove si trova
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