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N. 373 di 1001 · Emilia-Romagna

San Leo

La fortezza di Cagliostro

In Valmarecchia, nell'entroterra di Rimini, in cima a un gigantesco masso calcareo dalle pareti verticali, il borgo di San Leo e la sua fortezza formano uno degli spettacoli più scenografici d'Italia. La rupe, raggiungibile da un'unica strada scavata nella roccia, è stata una roccaforte naturale fin dall'antichità: fu la capitale del Montefeltro, la terra che diede il nome ai duchi di Urbino, e nel X secolo, per breve tempo, la sede del re d'Italia Berengario II. Dante la citò nel Purgatorio, e Machiavelli la considerava la migliore fortezza d'Italia. La fortezza attuale fu ricostruita nel Quattrocento dal grande architetto militare Francesco di Giorgio Martini per Federico da Montefeltro, con possenti torrioni circolari adatti alle nuove armi da fuoco.

Sotto il papato, dal Seicento, la fortezza divenne un temuto carcere. Il suo prigioniero più famoso fu il conte di Cagliostro, l'avventuriero, alchimista, guaritore e massone siciliano Giuseppe Balsamo, condannato dall'Inquisizione e rinchiuso qui nel 1791, in una cella detta il "pozzetto", il cui unico accesso era una botola nel soffitto, con una piccola finestra da cui poteva vedere le due chiese del paese; qui morì nel 1795. Il borgo, piccolo e affascinante, ha due capolavori romanici: la Pieve, di origine preromanica, e il Duomo del 1173, in arenaria. Secondo la tradizione il borgo fu fondato da san Leone, scalpellino dalmata arrivato qui nel IV secolo con san Marino, il fondatore di San Marino.

Consiglio: la fortezza ospita un museo e la cella di Cagliostro; dalle mura la vista spazia sul Montefeltro e su San Marino.

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