Un paese albanese sull'orlo delle gole del Raganello
Su uno sperone roccioso sull'orlo delle spettacolari gole del Raganello, nel Parco Nazionale del Pollino, Civita è uno dei paesi più affascinanti degli Arbëreshë, le comunità albanesi del Sud Italia, e uno dei "Borghi più belli d'Italia". Il paese fu fondato, o meglio ripopolato, nel XV secolo da profughi albanesi fuggiti dalla loro terra dopo la conquista ottomana e la morte dell'eroe nazionale Scanderbeg, che si stabilirono in molti paesi di Calabria, Basilicata, Puglia, Molise e Sicilia. Ancora oggi, più di cinque secoli dopo, gli abitanti di Civita (in albanese "Çifti") parlano la lingua arbëresh, un'antica forma di albanese, seguono nella loro chiesa il rito bizantino-greco e conservano costumi, canti e tradizioni, come le "Vallje", danze e canti eseguiti a Pasqua.
Passeggiando per Civita noterete i curiosi e artistici comignoli sui tetti, di tutte le forme, che secondo la tradizione servivano a tenere lontani gli spiriti maligni, e le "case Kodra", case le cui facciate sembrano raffigurare volti umani, con le finestre come occhi e la porta come bocca, chiamate così dal nome del pittore albanese Ibrahim Kodra. Il Museo Etnico Arbëresh racconta la storia e la cultura della comunità. Dal belvedere la vista precipita nelle gole del Raganello, attraversate dal Ponte del Diavolo, un ponte di pietra che, secondo la leggenda, fu costruito dal diavolo in cambio dell'anima del primo essere vivente che lo avesse attraversato.
Consiglio: scendete al Ponte del Diavolo per la vista sulle gole; assaggiate piatti locali come i "dromësat", una sorta di pasta.
Dove si trova
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