Il terminale della via Appia sul porto
Brindisi, su un porto naturale di forma straordinaria, con due bracci di mare che penetrano a fondo nella terra come le corna di un cervo (da cui forse deriva il nome messapico Brention, testa di cervo), fu per secoli la porta d'Oriente. Qui terminava la via Appia, la "regina delle strade" che partiva da Roma, e da qui partivano le navi per la Grecia, l'Asia Minore e, nel Medioevo, per le Crociate e la Terrasanta. Il poeta Virgilio morì a Brindisi nel 19 a.C., di ritorno dalla Grecia.
Il simbolo della città sono le colonne romane su una scalinata monumentale affacciata sul porto: secondo la tradizione segnavano la fine della via Appia, anche se la loro vera funzione è discussa. Delle due colonne ne resta in piedi una sola, con un capitello riccamente scolpito con figure di divinità e tritoni; l'altra crollò nel 1528 e i suoi pezzi furono donati a Lecce, dove furono usati per la colonna di Sant'Oronzo. La colonna originale è oggi custodita nel vicino Palazzo Granafei-Nervegna per proteggerla. Il centro storico ha la chiesa romanica di San Giovanni al Sepolcro, chiesa rotonda dei Templari, la cattedrale, il castello svevo di Federico II sul porto e il lungomare, piacevole passeggiata serale. Dall'altra parte del porto si alza il Monumento al Marinaio d'Italia, un'enorme torre a forma di timone.
Consiglio: una piccola barca attraversa il porto interno dal lungomare fino al monumento; il museo archeologico Ribezzo ha statue in bronzo recuperate dal mare.
Dove si trova
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