Vasi apuli e attici in una collezione ottocentesca rimasta intatta
Ruvo di Puglia, al margine della Murgia a ovest di Bari, era nell'antichità Rubi, una prospera città peuceta in contatto con il mondo greco, e le sue necropoli hanno restituito migliaia di splendidi vasi dipinti. Nell'Ottocento i fratelli ruvesi Giovanni e Giulio Jatta, avvocati e collezionisti appassionati, ne raccolsero circa duemila, salvandoli dalla dispersione e dall'esportazione all'estero.
Il Museo Nazionale Jatta, nel palazzo di famiglia in centro, è un raro esempio di museo privato ottocentesco rimasto esattamente come fu concepito, con le vetrine originali disposte in quattro sale. La collezione comprende vasi attici importati da Atene, a figure nere e rosse, e soprattutto vasi apuli a figure rosse, prodotti da botteghe dell'Italia meridionale nel IV secolo a.C., con scene mitologiche, donne, guerrieri e soggetti funerari. Il capolavoro è il Cratere di Talos, un grande vaso a figure rosse che raffigura la morte del gigante di bronzo Talos, vinto dagli Argonauti con l'aiuto di Medea, uno dei vasi greci più famosi al mondo. Ruvo ha anche una bella cattedrale romanica con la facciata scolpita.
Consiglio: il museo è piccolo, basta circa un'ora; abbinatelo alla visita della cattedrale e a una passeggiata nel centro storico.
Dove si trova
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