Cunicoli, cisterne greche e rifugi antiaerei sotto i vicoli
Quaranta metri sotto il centro storico di Napoli si trova un'altra città. I Greci cominciarono a estrarre il morbido tufo giallo per costruire mura e templi, lasciando cavità che i Romani trasformarono in un'immensa rete di cisterne e cunicoli dell'acquedotto, che hanno rifornito d'acqua la città fino alla fine dell'Ottocento.
Durante la Seconda guerra mondiale le cisterne divennero rifugi antiaerei per migliaia di napoletani, che vi lasciarono graffiti, giocattoli e oggetti ancora visibili. Le visite guidate attraversano passaggi stretti illuminati da candele, alcuni larghi appena per una persona, fino a grandi ambienti e a un orto ipogeo dove si coltivano piante senza luce del sole. Alcuni percorsi comprendono anche i resti del teatro greco-romano, inglobato nelle case soprastanti, dove si esibì Nerone: uno degli ingressi è attraverso un normale basso.
Consiglio: il percorso principale parte da piazza San Gaetano e dura circa novanta minuti; sottoterra fa fresco, portate un maglioncino, ed evitatelo se soffrite di claustrofobia.
Dove si trova
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