Il castello sul fossato e l'affresco del Parmigianino
Nel centro di Fontanellato, cittadina nella pianura a nord ovest di Parma, la Rocca Sanvitale si alza direttamente dall'acqua di un ampio fossato, un'immagine da fiaba di castello medievale con torri, merli e ponte levatoio, che si specchia nell'acqua. Appartenne per oltre cinque secoli, dal Trecento fino al 1948, ai Sanvitale, conti di Fontanellato, che trasformarono la fortezza in una raffinata dimora, che conserva ancora arredi, dipinti, armi e oggetti della famiglia.
Il suo tesoro più grande è una piccola stanza al piano terra: la Saletta di Diana e Atteone, affrescata intorno al 1523-1524 dal giovane Parmigianino, uno dei maestri del manierismo, allora appena ventenne, su richiesta del conte Galeazzo Sanvitale e della moglie Paola Gonzaga. Sulla volta e nelle lunette dipinse il mito di Diana e Atteone dalle Metamorfosi di Ovidio, il cacciatore che sorprese la dea al bagno e fu trasformato in cervo e sbranato dai suoi stessi cani, sotto un pergolato di rami con putti, in uno stile di raffinata eleganza; la stanza, forse destinata a bagno, potrebbe anche essere legata alla perdita di un figlio dei conti. Il castello ha anche una curiosa camera ottica, un ingegnoso sistema ottocentesco di prismi e lenti che proietta immagini dal vivo della piazza esterna su una parete in una stanza buia. Di fronte al castello il Santuario della Beata Vergine del Santo Rosario è una meta di pellegrinaggio molto frequentata.
Consiglio: il castello è aperto tutti i giorni; vicino, il Labirinto della Masone è a pochi minuti.
Dove si trova
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