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N. 355 di 1001 · Emilia-Romagna

Parmigiano Reggiano in caseificio

Vedere nascere una forma

Il Parmigiano Reggiano, il "re dei formaggi", si produce in una zona limitata tra le province di Parma, Reggio Emilia, Modena, Bologna a sinistra del Reno e Mantova a destra del Po, nello stesso modo da quasi nove secoli: le prime testimonianze risalgono al XII secolo, quando i monaci benedettini e cistercensi della pianura cominciarono a produrlo. Si fa con soli tre ingredienti: latte crudo di vacche alimentate con erba e fieno locali, caglio e sale, senza alcun additivo, e ci vogliono circa 550 litri di latte per fare una sola forma di circa 40 chili.

Il modo più affascinante di scoprirlo è visitare un caseificio di mattina presto, quando si fa il formaggio. Nelle grandi caldaie di rame a forma di campana rovesciata il latte della mungitura della sera e del mattino viene scaldato con siero e caglio; il casaro rompe la cagliata in minuscoli granuli con lo "spino", poi la cuoce, e la massa si deposita sul fondo, dove viene sollevata con un telo e tagliata in due: ogni caldaia produce due forme gemelle. Le forme vengono messe in fascere che imprimono sulla crosta la scritta puntinata "Parmigiano Reggiano", poi immerse nella salamoia per circa tre settimane, e infine stagionate su alte scaffalature di legno in silenziose "cattedrali" del formaggio, per almeno 12 mesi, e spesso 24, 36 o più. A 12 mesi gli esperti controllano ogni forma battendola con un martelletto, prima che riceva il marchio a fuoco.

Consiglio: il formaggio si fa all'incirca dalle 8 alle 11 del mattino; molti caseifici offrono visite con degustazione di diverse stagionature, da prenotare in anticipo.

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