Le cantine scavate nel tufo per il grande rosso lucano
Sulle pendici vulcaniche del monte Vulture, nel nord della Basilicata, cresce l'Aglianico, un antico vitigno a bacca nera, forse introdotto dai Greci, che dà uno dei più grandi vini rossi del Sud Italia: l'Aglianico del Vulture DOC e, nella versione invecchiata, l'Aglianico del Vulture Superiore DOCG. Grazie al suolo vulcanico, ricco di minerali, e al clima fresco delle colline, tra i 200 e i 700 metri, l'Aglianico del Vulture è un vino potente, strutturato e longevo, con note di frutti scuri, spezie e mineralità, spesso paragonato ai grandi rossi del Nord Italia e chiamato il "Barolo del Sud".
Il luogo migliore per scoprirlo è Barile, un piccolo paese di origine arbëreshë, fondato da profughi albanesi nel Quattrocento, che conserva ancora le sue tradizioni e la sua lingua. All'ingresso del paese, nel quartiere chiamato Scescio, si trovano decine di antiche cantine scavate nel tufo vulcanico, dove da secoli il vino invecchia a temperatura e umidità costanti; molte sono state restaurate e si possono visitare, e alcune ospitano degustazioni. Le cantine di Barile furono usate anche da Pier Paolo Pasolini come ambientazione per le scene della Natività nel suo film "Il Vangelo secondo Matteo" (1964). Barile e i vicini paesi di Rionero in Vulture e Rapolla ospitano molte cantine, e in autunno la zona celebra il vino con feste e cantine aperte.
Consiglio: visitate le cantine nel tufo di Barile e assaggiate un Aglianico invecchiato; prenotate una visita in cantina tra i vigneti del Vulture.
Dove si trova
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