La città di Telesio, la tomba di una regina e la leggenda di Alarico
Alla confluenza dei fiumi Crati e Busento, ai piedi della Sila, Cosenza è una delle città più antiche della Calabria, fondata dai Bruzi, un popolo italico, e chiamata l'"Atene della Calabria" per la sua lunga tradizione culturale: qui nel Cinquecento visse il filosofo Bernardino Telesio, e qui fu fondata l'Accademia Cosentina, una delle più antiche d'Italia. Il centro storico, sulle pendici del colle Pancrazio, è un dedalo di vicoli, scalinate e piazze, con palazzi nobiliari e chiese, attraversato da corso Telesio, la via principale, che sale dai fiumi fino a piazza XV Marzo, con il bel Teatro Rendano e l'Accademia. In cima al colle sorge il Castello Svevo, ricostruito da Federico II, con una vista splendida.
Il Duomo di Cosenza, consacrato nel 1222 alla presenza dell'imperatore Federico II, dopo il terremoto che aveva distrutto la chiesa precedente, è un bell'esempio di gotico cistercense, e nel 2011 è stato riconosciuto dall'UNESCO come "Testimonianza di una cultura di pace". All'interno custodisce la tomba di Isabella d'Aragona, regina di Francia, moglie di Filippo III, morta a Cosenza nel 1271 dopo una caduta da cavallo mentre tornava dalla crociata, e la preziosa icona bizantina della Madonna del Pilerio. Cosenza è legata a una famosa leggenda: nel 410 il re visigoto Alarico, dopo aver saccheggiato Roma, morì qui, e i suoi uomini lo seppellirono nel letto del Busento, deviando il fiume, insieme al suo tesoro, mai ritrovato.
Consiglio: salite per corso Telesio fino al Duomo e al castello; poi visitate il MAB, il museo all'aperto nella città nuova.
Dove si trova
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