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N. 824 di 1001 · Calabria

Il Patirion di Rossano

Un monastero basiliano con un pavimento a mosaico di animali fantastici

Su una collina boscosa alta circa 600 metri, a pochi chilometri da Rossano, tra ulivi, querce e castagni, con vista sulla piana di Sibari e sul mar Ionio, sorge la chiesa di Santa Maria del Patire, detta il Patirion, ciò che resta di uno dei più importanti monasteri basiliani del Sud Italia, cioè di monaci di rito greco che seguivano la regola di San Basilio. Fu fondato all'inizio del XII secolo dal monaco Bartolomeo da Simeri, con il sostegno dei sovrani normanni, e divenne un grande centro di cultura e spiritualità, con una ricca biblioteca di manoscritti greci, molti dei quali oggi si trovano nella Biblioteca Vaticana. Il nome, "Patire", deriva dal greco "pater", padre, con riferimento al fondatore.

La chiesa, costruita in uno stile che unisce elementi bizantini e normanni, ha tre navate e all'esterno tre belle absidi semicircolari, decorate con archetti ciechi e disegni geometrici in mattoni e pietre di colori diversi. Il suo tesoro è il pavimento a mosaico, del XII secolo, con cerchi che racchiudono animali fantastici, come un unicorno, un centauro, un grifone e un leone, di grande fascino e freschezza. Il monastero decadde nei secoli e fu abbandonato nell'Ottocento, ma la chiesa è stata restaurata ed è ancora un luogo di grande pace, frequentato da pellegrini ed escursionisti. Intorno, i boschi sono attraversati da sentieri, e d'estate si tengono spesso concerti ed eventi.

Consiglio: salite al Patirion nel tardo pomeriggio; portate un picnic da gustare nel bosco, con la vista sulla piana e sul mare.

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