Gli affreschi di Filippo Lippi
Scendendo una lunga e scenografica scalinata dalla città alta, si vede all'improvviso uno degli spettacoli più belli dell'Umbria: la Cattedrale di Santa Maria Assunta di Spoleto, in fondo a un'ampia piazza in pendenza, incorniciata dalle colline. La sua facciata romanica, del XII secolo, è decorata da otto rosoni, il più grande dei quali è circondato dai simboli degli evangelisti, e da un grande mosaico dorato del 1207, firmato dall'artista Solsterno, che raffigura il Cristo benedicente tra la Vergine e san Giovanni; davanti, nel Quattrocento, fu aggiunto un elegante portico rinascimentale. Accanto alla facciata si alza l'alto campanile, costruito con materiali romani di recupero.
L'interno, ricostruito in stile barocco nel Seicento, conserva il suo tesoro più grande nell'abside: il ciclo di affreschi delle Storie della Vergine, dipinto tra il 1467 e il 1469 dal grande maestro fiorentino Filippo Lippi, con l'aiuto del figlio Filippino e di altri collaboratori: l'Annunciazione, la Natività, la Dormizione della Vergine e, nel catino, una splendida Incoronazione della Vergine, circondata da angeli e santi in un cielo di luce, uno dei capolavori della pittura del Quattrocento. Filippo Lippi morì a Spoleto durante i lavori, e la sua tomba, commissionata da Lorenzo de' Medici, si trova nella cattedrale. La chiesa conserva anche una preziosa lettera autografa di san Francesco, scritta a frate Leone, una cappella affrescata dal Pinturicchio, un'icona bizantina e un pavimento cosmatesco. La sera la piazza davanti al duomo fa da cornice al concerto finale del Festival dei Due Mondi.
Consiglio: godetevi la vista sul duomo dall'alto della scalinata; illuminate gli affreschi di Lippi per vederne i dettagli.
Dove si trova
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