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N. 470 di 1001 · Umbria

Fonti del Clitunno

Le acque cantate da Virgilio e Carducci

Lungo l'antica via Flaminia, tra Trevi e Spoleto, nel comune di Campello sul Clitunno, le Fonti del Clitunno sono un luogo di incantevole e poetica bellezza: una serie di sorgenti che sgorgano dal suolo sotto uno specchio d'acqua cristallina, formando un piccolo lago dai colori incredibili, dal verde smeraldo al turchese, circondato da salici piangenti, pioppi e cipressi, attraversato da ponticelli di legno e popolato da anatre e cigni. Da qui il fiume Clitunno scorre verso la pianura. Il luogo è considerato sacro fin dall'antichità: i Romani vi adoravano il dio fluviale Clitumno, con un tempio e un oracolo, e i buoi bianchi che pascolavano lungo le sue rive, ritenuti sacri, erano usati per i sacrifici a Roma.

Le fonti hanno ispirato poeti e scrittori per duemila anni. Virgilio, nelle Georgiche, lodò le bianche mandrie del Clitunno; Plinio il Giovane le descrisse in una celebre lettera; Lord Byron le celebrò nel "Pellegrinaggio del giovane Aroldo"; e nel 1876 il poeta Giosuè Carducci dedicò loro una delle sue odi più famose, "Alle fonti del Clitumno", che ogni studente italiano ha letto. Oggi le fonti si trovano in un piccolo parco con sentieri lungo l'acqua, un luogo tranquillo e romantico, soprattutto al mattino presto e in primavera e autunno, quando i colori degli alberi si riflettono nell'acqua. A breve distanza il Tempietto del Clitunno, chiesa altomedievale a forma di tempio romano, fa parte del sito UNESCO dei Longobardi.

Consiglio: visitatele al mattino, quando la luce è morbida e c'è poca gente; abbinate le fonti al Tempietto, a poche centinaia di metri.

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