Il Museo Internazionale delle Ceramiche
Sulla via Emilia tra Bologna e Rimini, Faenza è dal Medioevo uno dei centri più importanti della ceramica in Europa, tanto che il suo nome ha dato la parola "faïence" al francese, all'inglese e a molte altre lingue, per indicare la maiolica smaltata. Nel Quattrocento e nel Cinquecento le sue botteghe producevano raffinati piatti, vasi e albarelli da farmacia decorati con colori vivaci, esportati in tutta Europa, e a metà Cinquecento inventarono i "bianchi di Faenza", maioliche con uno spesso smalto bianco e decorazioni leggere e compendiarie, che ebbero grande successo.
Il Museo Internazionale delle Ceramiche (MIC), fondato nel 1908 da Gaetano Ballardini, è uno dei più grandi musei della ceramica al mondo, con decine di migliaia di pezzi che coprono la storia della ceramica di tutto il mondo, dalle antiche terrecotte del Vicino Oriente ai vasi greci ed etruschi, dalla ceramica islamica alle porcellane cinesi e giapponesi, dalla maiolica rinascimentale italiana alle opere di grandi artisti del Novecento come Picasso, Matisse, Chagall e Fontana. Ogni due anni il museo ospita il Premio Faenza, concorso internazionale di ceramica contemporanea. La città ha ancora decine di botteghe di ceramisti, dove si possono vedere gli artigiani al lavoro e acquistarne le creazioni. Il centro storico ha due belle piazze contigue, piazza del Popolo e piazza della Libertà, con il duomo, la fontana e i portici, dove a giugno si corre il Palio del Niballo, torneo medievale.
Consiglio: l'ufficio turistico fornisce una mappa delle botteghe ceramiche aperte ai visitatori; a settembre il festival Argillà riempie le vie di ceramisti da tutto il mondo.
Dove si trova
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