La fenditura nella roccia e le olive di Gaeta
Su un promontorio proteso nel mare all'estremità meridionale del Lazio, Gaeta è una città dalla storia lunga e gloriosa, che fu un ducato marinaro indipendente nell'alto Medioevo, una possente fortezza del Regno di Napoli e il luogo dove, nel 1860-1861, il re Francesco II di Borbone e la regina Maria Sofia resistettero per tre mesi all'assedio dell'esercito piemontese, prima della fine del Regno delle Due Sicilie. Il suo quartiere medievale, Sant'Erasmo, con vicoli e scalinate che salgono verso il castello angioino-aragonese, conserva belle chiese, come la Cattedrale con il suo campanile romanico decorato di maioliche, e la chiesa di San Francesco, che domina la città.
Il luogo più straordinario di Gaeta è la Montagna Spaccata, sul monte Orlando: secondo la tradizione la roccia si spaccò al momento della morte di Cristo, aprendo tre profonde fenditure che scendono fino al mare. Qui sorge il Santuario della Santissima Trinità, e da esso una scalinata scende tra le pareti della fenditura principale, attraverso la "Cappella del Crocifisso", costruita su un masso incastrato tra le rocce, fino al mare, in un ambiente spettacolare ed emozionante. Lungo la scala si mostra un'impronta nella roccia, la "Mano del Turco", che secondo la leggenda fu lasciata da un marinaio incredulo. Vicino si raggiunge a piedi la Grotta del Turco, una grotta marina. Gaeta è famosa anche per le sue olive, piccole e violacee, e per la "tiella", una torta salata ripiena di polpo, verdure o pesce.
Consiglio: scendete la scalinata della Montagna Spaccata fino al mare; assaggiate la tiella e le olive di Gaeta.
Dove si trova
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