Una basilica gotica affrescata e la tradizione del tarantismo
Nel cuore del Salento, Galatina è un'elegante cittadina dal centro barocco con due tesori. Il primo è la Basilica di Santa Caterina d'Alessandria, costruita tra il 1383 e il 1391 dagli Orsini del Balzo, uno dei più importanti monumenti gotici dell'Italia meridionale. Il suo interno è interamente coperto da un ciclo di affreschi del Quattrocento, così vasto e colorato da essere paragonato alla Basilica di San Francesco ad Assisi: scene dell'Apocalisse, della Genesi, della vita di Cristo e di Santa Caterina, i sacramenti e le gerarchie angeliche, dipinte da artisti marchigiani, campani e salentini.
Il secondo è legato al tarantismo, antico fenomeno del Salento: donne, e talvolta uomini, che credevano di essere stati morsi da un ragno, la "taranta", cadevano in uno stato di crisi, curato con giorni di danza frenetica al ritmo del tamburello, la pizzica. Il 29 giugno, festa dei Santi Pietro e Paolo, le "tarantate" venivano nella piccola cappella di San Paolo a Galatina, protettore dei morsi di serpenti e ragni, per bere l'acqua miracolosa del pozzo ed essere liberate. L'antropologo Ernesto de Martino studiò il fenomeno nel 1959 nel libro "La terra del rimorso". Galatina è nota anche per il pasticciotto, il dolce di frolla e crema leccese, che secondo la tradizione è nato qui.
Consiglio: la pasticceria Ascalone rivendica l'invenzione del pasticciotto nel Settecento; il 29 giugno il paese festeggia i santi patroni.
Dove si trova
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