La città della pietra e dei maestri orafi ai piedi della Majella
Su un terrazzo ai piedi della Majella, in provincia di Chieti, Guardiagrele è una cittadina storica che Gabriele D'Annunzio chiamò "stupenda terra di pietra", per la pietra chiara con cui sono costruite le sue case, chiese e palazzi. Uno dei "Borghi più belli d'Italia", è una porta del Parco Nazionale della Majella, con splendide vedute sulla montagna e sulle colline che digradano verso l'Adriatico. Guardiagrele deve la sua fama soprattutto alla lunga tradizione artigiana, in particolare l'oreficeria: nel Quattrocento fu la patria di Nicola da Guardiagrele, uno dei più grandi orafi del Rinascimento italiano, autore di preziose croci processionali, reliquiari e paliotti d'altare, oggi conservati in chiese e musei d'Abruzzo e non solo.
Il cuore della città è la Collegiata di Santa Maria Maggiore, con un massiccio campanile che fa da ingresso, un museo con opere di Nicola da Guardiagrele e, sulla parete esterna, un grande affresco di San Cristoforo, protettore dei viaggiatori, dipinto nel 1473 da Andrea Delitio. La tradizione artigiana vive ancora nelle botteghe della città, che producono gioielli, oggetti in ferro battuto e rame, e merletti. Guardiagrele è famosa anche per un dolce tipico: le "sise delle monache", i seni delle monache, un curioso dolce di pan di Spagna farcito di crema, con tre morbide gobbe, spolverato di zucchero a velo, il cui nome ha dato vita a molte storie divertite.
Consiglio: assaggiate le sise delle monache in una pasticceria storica; visitate il museo di Santa Maria Maggiore e le botteghe artigiane.
Dove si trova
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