Le rovine e i pinakes di una delle colonie greche più ricche
Lungo la costa ionica della Calabria, a sud dell'attuale città di Locri, si trovano le rovine di Locri Epizefiri, una delle città più importanti e ricche della Magna Grecia, fondata all'inizio del VII secolo a.C. da coloni greci della Locride, nella Grecia centrale. La città era famosa in tutto il mondo greco per le sue leggi: qui, intorno al 660 a.C., il legislatore Zaleuco scrisse quello che è considerato il primo codice di leggi scritte del mondo occidentale, con pene precise per i reati, che mise fine all'arbitrio dei giudici. Locri era anche un centro di cultura, di filosofia e del culto di Persefone, la regina degli inferi.
Il parco archeologico, che copre una vasta area tra uliveti e campi, conserva i resti delle mura della città, lunghe diversi chilometri, il teatro, scavato nel fianco della collina, i resti del grande tempio ionico di Marasà, case e botteghe, e il santuario di Persefone alla Mannella. Da questo santuario provengono i celebri pinakes, centinaia di piccole tavolette di terracotta dipinta del V secolo a.C., offerte dalle donne di Locri alla dea, con scene del mito del rapimento di Persefone da parte di Ade, di nozze e di vita femminile, di straordinaria grazia e raffinatezza, una delle testimonianze più preziose dell'arte greca in Italia. Molti sono esposti nel Museo Archeologico Nazionale di Locri, presso il parco, e altri al Museo della Magna Grecia di Reggio Calabria. A breve distanza la città di Gerace fu fondata dagli abitanti di Locri nel Medioevo.
Consiglio: partite dal museo per capire il sito; abbinate Locri al borgo medievale di Gerace, sul colle sovrastante.
Dove si trova
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