Il monte cantato da Dante
Nell'Appennino reggiano, vicino a Castelnovo ne' Monti, una strana montagna si alza sopra le colline verdi: la Pietra di Bismantova, un enorme blocco isolato di arenaria, con pareti verticali alte circa 300 metri e una cima piatta a circa 1.047 metri, che da lontano sembra lo scafo di una nave rovesciata o un gigantesco tavolo di pietra. Formata milioni di anni fa dai sedimenti di un antico mare, è un simbolo dell'Appennino emiliano e fa parte del Parco Nazionale dell'Appennino Tosco-Emiliano, Riserva della Biosfera UNESCO.
La montagna affascina l'uomo fin dall'antichità: ci sono tracce di insediamenti preistorici, e Dante Alighieri, che passò probabilmente di qui durante l'esilio, la citò nel quarto canto del Purgatorio, paragonandola alla ripida salita del monte del Purgatorio. Ai piedi delle pareti c'è un piccolo eremo, con un santuario quattrocentesco addossato alla roccia. Da qui un sentiero, in parte scavato nella roccia, sale in circa mezz'ora alla cima, un ampio altopiano boscoso con prati e una vista che spazia sul crinale appenninico e, nelle giornate limpide, fino alle Alpi. Le pareti verticali della Pietra sono una delle palestre di arrampicata più famose dell'Appennino settentrionale, con centinaia di vie, e c'è anche una via ferrata.
Consiglio: il sentiero per la cima è facile ma in alcuni tratti ripido, indossate buone scarpe; all'eremo c'è un rifugio dove mangiare.
Dove si trova
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