62 chilometri di portici, fino a San Luca
Nessuna città al mondo ha tanti portici quanto Bologna: circa 62 chilometri di camminamenti coperti, quasi 40 nel centro storico, che permettono di girare la città al riparo dalla pioggia e dal sole. Nel 2021 i portici di Bologna sono stati dichiarati patrimonio dell'umanità UNESCO, con una selezione di dodici tratti che ne rappresentano la storia e le diverse forme.
Nacquero nel Medioevo, quando la città, con la sua università in crescita, doveva ospitare migliaia di studenti e studiosi: i proprietari estesero i piani superiori delle case sopra la strada, sostenuti da travi di legno, e nel 1288 uno statuto cittadino rese obbligatori i portici per i nuovi edifici, prescrivendo un'altezza sufficiente a far passare un uomo a cavallo. I più antichi erano in legno, e alcuni sopravvivono ancora, come quelli di Casa Isolani in Strada Maggiore, con travi alte oltre nove metri. Nei secoli furono ricostruiti in mattoni e pietra, in forme gotiche, rinascimentali e barocche. Tra i più belli ci sono l'elegante portico di Santa Maria dei Servi, i portici di piazza Santo Stefano, quelli di via Zamboni nella zona universitaria, il monumentale Portico del Pavaglione lungo l'Archiginnasio e perfino uno moderno, il portico del quartiere Barca, costruito nel 1957. Il più lungo di tutti è il portico di San Luca, che sale per quasi quattro chilometri fino al santuario sul colle.
Consiglio: scaricate la mappa dei portici UNESCO dal sito turistico della città; passeggiare sotto i portici in un giorno di pioggia è una vera esperienza bolognese.
Dove si trova
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