La cripta di Epifanio con affreschi del IX secolo
Alle sorgenti del fiume Volturno, nell'alta valle ai piedi delle Mainarde, in provincia di Isernia, si trova uno dei monasteri più importanti dell'Europa altomedievale: l'Abbazia di San Vincenzo al Volturno, fondata all'inizio dell'VIII secolo da tre monaci nobili beneventani. Sotto la protezione dei duchi longobardi e poi degli imperatori carolingi, divenne nel IX secolo una grande città monastica, con centinaia di monaci, chiese, officine, chiostri e una basilica tra le più grandi del tempo, un centro di cultura, arte e potere paragonabile a Montecassino. Nell'881 fu saccheggiata e incendiata dai Saraceni, che uccisero molti monaci; ricostruita, non riacquistò più lo splendore di un tempo, e nel XII secolo la comunità si trasferì sull'altra riva del fiume.
Gli scavi hanno riportato alla luce gli estesi resti del monastero altomedievale, con le fondamenta di chiese, officine del vetro, del metallo e dell'avorio e refettori, visitabili lungo un percorso archeologico. Il tesoro più grande è la Cripta di Epifanio, una piccola cappella sotterranea decorata con un ciclo di affreschi dipinti tra l'824 e l'842, al tempo dell'abate Epifanio, che raffigurano la Crocifissione, l'Annunciazione, la Natività, il martirio dei santi Lorenzo e Stefano e il ritratto dello stesso abate con l'aureola quadrata, segno che era ancora vivo; questi affreschi sono tra gli esempi più importanti della pittura carolingia in Europa. Oggi l'abbazia, ricostruita, è abitata da una comunità di monache benedettine.
Consiglio: prenotate la visita alla cripta, che si apre solo con una guida; passeggiate lungo il fiume fino alle sorgenti del Volturno.
Dove si trova
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