Città romana con anfiteatro e basilica ai piedi del monte Velino
Su un altopiano a circa 1.000 metri, ai piedi dell'imponente monte Velino, vicino ad Avezzano nella Marsica, si trovano le rovine di Alba Fucens, una delle città romane meglio conservate dell'Italia centrale. Fu fondata nel 303 a.C. come colonia latina, con 6.000 coloni, per controllare il territorio dei popoli italici della zona, gli Equi e i Marsi, e il percorso della via Valeria, la strada che collegava Roma all'Adriatico. Circondata da possenti mura poligonali lunghe circa tre chilometri, la città fu usata dai Romani anche come luogo di prigionia per re nemici sconfitti, come Siface di Numidia e Perseo di Macedonia.
Gli scavi, avviati nel 1949 da archeologi belgi, hanno riportato alla luce gran parte della città, con la sua pianta regolare: il foro, la basilica, il mercato con le sue botteghe, le terme, case con pavimenti a mosaico, le strade lastricate e il santuario di Ercole, dove fu trovata una grande statua in marmo del dio, oggi esposta al Museo Archeologico di Chieti. Sul pendio di un colle si trova l'anfiteatro, costruito nel I secolo d.C. e capace di ospitare migliaia di spettatori. Sul colle sopra le rovine sorge la chiesa di San Pietro in Albe, costruita nel XII secolo sui resti di un tempio di Apollo, con colonne antiche e uno splendido ambone e iconostasi cosmateschi del Duecento. Il borgo medievale di Albe, distrutto dal terremoto del 1915, fu ricostruito più in basso.
Consiglio: percorrete tutto il sito per apprezzare la pianta della città; non perdete la chiesa di San Pietro, con i suoi arredi cosmateschi.
Dove si trova
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