I due guerrieri greci al Museo della Magna Grecia
Il 16 agosto 1972 un sub romano in vacanza, Stefano Mariottini, nuotando a circa 200 metri dalla spiaggia di Riace Marina, sulla costa ionica della Calabria, vide un braccio emergere dalla sabbia a circa otto metri di profondità. Fu l'inizio di una delle scoperte archeologiche più straordinarie del Novecento: due statue in bronzo di guerrieri greci a grandezza naturale, alte circa due metri, del V secolo a.C., l'età d'oro dell'arte greca, di cui pochissimi bronzi originali sono sopravvissuti, perché la maggior parte fu fusa. Come siano finite in mare è ancora un mistero, forse perdute in un naufragio durante il trasporto verso Roma.
Dopo un lungo restauro a Firenze, i Bronzi di Riace furono esposti per la prima volta nel 1981, attirando folle enormi, e da allora sono diventati un simbolo della Calabria. Sono custoditi nel Museo Archeologico Nazionale della Magna Grecia di Reggio Calabria, in una sala speciale a clima controllato, su basi antisismiche. I due guerrieri, chiamati Statua A, "il giovane", e Statua B, "il vecchio", sono nudi, con corpi possenti e perfettamente modellati, barbe e capelli ricciuti, occhi d'avorio e pasta vitrea, labbra e capezzoli di rame e denti d'argento, un realismo incredibile che sembra farli respirare. Chi li abbia realizzati e chi rappresentino è ancora discusso dagli studiosi. Il museo conserva anche molti altri tesori della Magna Grecia, tra cui i pinakes di Locri e la "Testa del Filosofo".
Consiglio: i visitatori passano per una sala filtro prima di entrare nella sala dei Bronzi; dedicate tempo anche al resto del museo, uno dei più importanti d'Italia.
Dove si trova
Altre cose da vedere in Calabria
Dove dormire vicino a Reggio di Calabria
Escursioni e attività nei dintorni
Proposte di GetYourGuide. Alcuni link sono affiliati: se prenoti riceviamo una commissione, per te il prezzo non cambia.