Il borgo dei pescatori con le case sull'acqua sotto il castello Ruffo
Sulla Costa Viola, all'ingresso settentrionale dello Stretto di Messina, Scilla è uno dei borghi più pittoreschi del Sud Italia, costruito intorno a un promontorio roccioso coronato dal Castello Ruffo, fortezza di origine antichissima, ricostruita dai principi Ruffo, che domina il mare e lo Stretto. Il luogo è legato a uno dei miti più famosi dell'antichità: secondo l'Odissea di Omero, su questa rupe viveva Scilla, terribile mostro marino con sei teste di cane, che divorava i marinai che attraversavano lo Stretto, mentre sulla sponda siciliana di fronte si nascondeva Cariddi, il vortice; "tra Scilla e Cariddi" è ancora un modo di dire per un dilemma pericoloso.
A nord del castello si trova il quartiere più affascinante di Scilla: Chianalea, l'antico rione dei pescatori, chiamato la "Venezia del Sud", una lunga e stretta via di case di pietra costruite direttamente sugli scogli, con le fondamenta nel mare, così vicine all'acqua che le onde lambiscono i muri, e tra le case stretti vicoli portano a piccoli approdi dove sono ormeggiate le barche. Scilla è famosa per la sua tradizione di pesca del pesce spada, praticata a maggio e giugno con le "passerelle", speciali imbarcazioni con un alto albero per la vedetta e una lunghissima passerella di prua da cui il fiocinatore lancia l'arpione, tecnica antica di origine greca. Nei bar di Chianalea si serve il classico "panino al pesce spada". A sud del castello si stende la spiaggia di Marina Grande, con la sua acqua limpida.
Consiglio: cenate in un ristorante sull'acqua a Chianalea; salite al castello per la vista sullo Stretto al tramonto.
Dove si trova
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