Il piatto simbolo della cucina friulana
Se c'è un piatto che rappresenta la cucina del Friuli, è il frico, un piatto semplice e sostanzioso nato nella cultura contadina e montanara della regione, soprattutto in Carnia, come modo per utilizzare le croste e gli avanzi di formaggio. Il suo ingrediente principale è il Montasio, un formaggio di latte vaccino DOP prodotto in Friuli e nel Veneto orientale dal XIII secolo, quando lo facevano i monaci dell'abbazia di Moggio, non lontano dal massiccio del Montasio che gli dà il nome. Esistono due versioni principali del frico. Il frico croccante si prepara facendo fondere in padella il formaggio grattugiato o tagliato a fettine sottili fino a formare una cialda sottile, dorata e croccante, che si mangia come antipasto o si usa come cestino per altre pietanze.
Il frico morbido, o frico con le patate, il più tradizionale, si prepara cuocendo le patate, spesso con le cipolle, in padella con burro o strutto, aggiungendo poi pezzi di Montasio di diverse stagionature e cuocendo lentamente finché il formaggio si scioglie e forma con le patate una sorta di spessa torta rotonda, dorata e croccante fuori e morbida e filante dentro. Si serve tradizionalmente caldo, con una fetta di polenta, accompagnato da un bicchiere di vino rosso, come un Refosco, o da un Friulano bianco. In Friuli il frico si mangia ovunque, nelle osterie, negli agriturismi e nelle cucine di famiglia, e ne esistono molte varianti locali, con mele, speck o erbe. Nelle "frasche" e nelle sagre della regione è spesso il protagonista del menu.
Consiglio: ordinate il frico con la polenta in un'osteria tradizionale; comprate un pezzo di Montasio stagionato da portare a casa.
Dove si trova
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