Il lago del chirocefalo e la grotta della Sibilla
Al confine tra Marche e Umbria i Monti Sibillini sono una delle catene montuose più belle e misteriose dell'Appennino, tutelati da un parco nazionale, con vette oltre i 2.000 metri, ampi pascoli d'alta quota, gole profonde e faggete, e un paesaggio intriso di leggende di fate, maghi e negromanti, che nel Medioevo li resero famosi in tutta Europa come terra di magia. La loro vetta più alta, il Monte Vettore, 2.476 metri, nasconde in una conca glaciale poco sotto la cima, a circa 1.940 metri, uno dei pochissimi laghi glaciali naturali dell'Appennino: il lago di Pilato.
Il lago, che negli anni di neve abbondante prende la forma di un paio di occhiali, con due bacini collegati da un sottile canale, ospita una creatura unica: il Chirocefalo del Marchesoni, un minuscolo crostaceo rosso, lungo circa un centimetro, che nuota a pancia in su e vive solo qui al mondo; per proteggerlo il bagno e il contatto con l'acqua sono severamente vietati. Secondo la leggenda il corpo di Ponzio Pilato, condannato a morte dall'imperatore, fu posto su un carro trainato da buoi, che, lasciati vagare, lo gettarono nel lago, che da allora porta il suo nome e si credeva avesse acque rossastre. Il lago si raggiunge a piedi in circa tre ore da Foce di Montemonaco. Sul vicino Monte Sibilla, a 2.173 metri, la Grotta della Sibilla, oggi crollata, era ritenuta l'ingresso del regno sotterraneo della Sibilla Appenninica, regina-fata che seduceva i cavalieri, leggenda che ispirò il medievale "Guerrin Meschino".
Consiglio: l'escursione al lago di Pilato è impegnativa; andateci a inizio estate, quando il lago è pieno, e rispettate il divieto di balneazione.
Dove si trova
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