Il mare a quadretti in primavera
Tra Vercelli, Novara e la Lomellina, nella pianura tra il Sesia, il Ticino e il Po, si stende la più grande area risicola d'Europa: l'Italia è il primo produttore di riso dell'Unione Europea, e circa metà del suo riso viene dal Piemonte, soprattutto dalle province di Vercelli e Novara. In primavera, tra aprile e maggio, i campi vengono allagati, e la campagna si trasforma in un immenso specchio d'acqua diviso da argini, il "mare a quadretti", che riflette il cielo, le nuvole, le cascine e, nelle giornate limpide, le cime innevate del Monte Rosa. Poi, d'estate, i campi diventano verde brillante, e in autunno dorati di spighe mature.
Il paesaggio è punteggiato di "grange", grandi cascine fortificate che un tempo erano piccoli villaggi, con la casa padronale, gli alloggi dei lavoratori, le stalle e le aie per l'essiccazione. La più famosa è il Principato di Lucedio, vicino a Trino, antica abbazia cistercense fondata nel 1123, i cui monaci furono tra i primi a coltivare riso nella zona, nel Quattrocento; oggi è un'azienda agricola che produce riso e si può visitare. Questo era il mondo delle mondine, le donne che ogni estate arrivavano da tutto il nord Italia per mondare le risaie, in piedi per ore con le gambe nell'acqua, celebrate dal film del 1949 "Riso amaro" con Silvana Mangano, girato in zona. Il piatto tipico è la panissa, un risotto con fagioli, lardo e salam d'la duja.
Consiglio: il momento migliore è fine aprile e maggio, all'alba o al tramonto; il parco delle Lame del Sesia e le piste ciclabili lungo i canali permettono di esplorare la zona.
Dove si trova
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