Le piccole cantine scavate nella pietra da cantoni
Nelle colline del Monferrato Casalese, tra Casale e Moncalvo, il sottosuolo è fatto di un'arenaria tenera e giallastra chiamata pietra da cantoni, usata per secoli per costruire case, chiese e cascine. Sotto molti di questi edifici i contadini scavarono a mano, con piccone e scalpello, piccoli locali sotterranei, chiamati infernot: cavità senza luce né prese d'aria, ricavate nella roccia sotto le cantine, dove temperatura e umidità restano costanti tutto l'anno, ideali per conservare le bottiglie di vino migliori, tenute per le occasioni speciali.
Gli infernot, il cui nome viene probabilmente da "inferno", per la loro profondità e oscurità, sono spesso piccole opere d'arte, con nicchie, scaffali, panche e tavoli scolpiti direttamente nella pietra, e talvolta piccole volte e decorazioni. Ce ne sono centinaia, quasi tutti privati, nascosti sotto case e cascine. Dal 2014 il "Monferrato degli Infernot" fa parte del sito UNESCO dei paesaggi vitivinicoli del Piemonte. Nel paese di Cella Monte l'Ecomuseo della Pietra da Cantoni racconta la storia di questa pietra e del suo uso, e organizza visite ad alcuni infernot, aperti anche durante eventi speciali. Molte cantine della zona hanno il loro infernot e lo aprono ai visitatori durante le degustazioni. I paesi della zona, come Rosignano Monferrato, Ozzano e Vignale, offrono splendidi panorami sulle colline.
Consiglio: contattate l'Ecomuseo di Cella Monte per visitare gli infernot; in primavera e in autunno molti vengono aperti in occasione di giornate dedicate.
Dove si trova
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