La grotta dell'apparizione dell'Arcangelo
A quasi 800 metri sul Gargano, affacciata sul golfo di Manfredonia, Monte Sant'Angelo ospita uno dei santuari più antichi e importanti del mondo cristiano: il Santuario di San Michele Arcangelo, patrimonio UNESCO dal 2011 come parte del sito "I Longobardi in Italia. I luoghi del potere". Secondo la tradizione, tra il 490 e il 493 l'Arcangelo Michele apparve più volte in una grotta sul monte, e il vescovo di Siponto, seguendo le sue indicazioni, la consacrò come chiesa. È l'unica chiesa al mondo, si dice, non consacrata da mano umana.
Da quindici secoli la grotta è meta di pellegrini da tutta Europa: fu una delle grandi tappe delle vie di pellegrinaggio medievali, lungo la via Francigena verso la Terrasanta, e i Longobardi, che adottarono Michele come santo guerriero patrono, ne fecero il loro santuario nazionale. Vi giunsero re, papi e santi, tra cui San Francesco, che per umiltà non entrò e incise una croce su una pietra. Si scende alla grotta con una lunga scalinata, passando per porte di bronzo fuse a Costantinopoli nel 1076, e si entra nella grotta, in penombra, dove si celebra la messa davanti a una statua di marmo dell'Arcangelo di Andrea Sansovino. Le cripte longobarde sottostanti conservano iscrizioni e sculture. Il campanile ottagonale fu costruito da Carlo d'Angiò.
Consiglio: il paese ha un castello normanno e il Rione Junno, un quartiere di case bianche; assaggiate l'"ostia ripiena", dolce di cialde, mandorle e miele.
Dove si trova
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