L'abbazia di San Colombano
In Val Trebbia, nell'Appennino piacentino, una valle che Ernest Hemingway avrebbe definito "la più bella del mondo", Bobbio è un antico borgo di pietra, uno dei "Borghi più belli d'Italia", con una storia lunga e importante. Nel 614 il monaco irlandese san Colombano, uno dei grandi missionari che rievangelizzarono l'Europa dopo la caduta dell'Impero Romano, fondò qui, con l'appoggio del re longobardo Agilulfo, l'Abbazia di San Colombano, che divenne uno dei più importanti centri culturali dell'alto Medioevo: il suo scriptorium e la sua biblioteca, con centinaia di preziosi manoscritti oggi sparsi nelle grandi biblioteche d'Europa, erano famosi in tutto il mondo cristiano. Si dice che Umberto Eco ne abbia tratto ispirazione per la biblioteca de "Il nome della rosa".
Il complesso abbaziale, con la basilica, la cripta con la tomba di san Colombano, il chiostro e il Museo dell'Abbazia, è visitabile. Il simbolo di Bobbio è però il Ponte Gobbo, detto anche Ponte del Diavolo, un antico ponte di pietra lungo circa 280 metri, con undici arcate irregolari di dimensioni diverse, che attraversa il Trebbia con un curioso profilo ondulato. Secondo la leggenda fu costruito in una notte dal diavolo, che in cambio chiese l'anima del primo essere che l'avesse attraversato, ma san Colombano vi fece passare un cane. Il borgo ha anche il castello Malaspina e il duomo. D'estate le acque limpide del Trebbia attirano i bagnanti nelle sue spiagge e pozze.
Consiglio: d'estate fate il bagno nel Trebbia sotto il ponte; assaggiate le lumache e i "maccheroni alla bobbiese", fatti con il ferro da calza.
Dove si trova
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