Il sepolcro del Sommo Poeta
Dante Alighieri, padre della lingua italiana e autore della Divina Commedia, fu esiliato dalla sua Firenze nel 1302 e trascorse gli ultimi anni della sua vita a Ravenna, ospite del signore della città, Guido Novello da Polenta, dove completò il Paradiso. Qui morì nel settembre 1321, e fu sepolto nel chiostro della chiesa francescana di San Francesco. Nei secoli successivi Firenze chiese più volte la restituzione dei resti del poeta, ma Ravenna rifiutò sempre: nel 1519, quando papa Leone X, un Medici, ne autorizzò il trasferimento, gli inviati fiorentini trovarono il sarcofago vuoto, perché i frati francescani avevano segretamente tolto le ossa e le avevano nascoste nel convento.
L'attuale tomba, un piccolo tempietto neoclassico con cupola, fu costruita nel 1780-1781 dall'architetto Camillo Morigia; all'interno, sotto un bassorilievo quattrocentesco che raffigura Dante intento a leggere, si trova il sarcofago romano con i resti. Le ossa nascoste furono ritrovate per caso solo nel 1865, durante lavori al convento, in una cassetta di legno con un'iscrizione dei frati, e riportate nella tomba. All'interno pende una lampada votiva alimentata con olio delle colline toscane, offerto ogni anno dalla città di Firenze la seconda domenica di settembre, anniversario della morte, in segno di riconciliazione. L'area intorno alla tomba, con i chiostri e il Quadrarco di Braccioforte, è chiamata "Zona del Silenzio". Vicino, il Museo Dantesco racconta la storia dei resti del poeta.
Consiglio: la tomba si visita gratuitamente; a settembre la città ospita letture ed eventi delle celebrazioni dantesche.
Dove si trova
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