Il borgo a gradoni dove si coltiva lo zafferano dell'Aquila
Sul pendio di una collina affacciata sull'altopiano di Navelli, a sud-est dell'Aquila, il borgo di Navelli sale a gradoni di case di pietra fino a Palazzo Santucci, un palazzo nobiliare che ne corona la cima, in uno dei borghi medievali più armoniosi d'Abruzzo, uno dei "Borghi più belli d'Italia". L'altopiano sottostante è famoso per una coltura preziosa: lo zafferano, lo "Zafferano dell'Aquila DOP", considerato uno dei migliori al mondo per il colore intenso, l'aroma e l'alto contenuto di principi attivi. Secondo la tradizione lo zafferano fu introdotto qui nel XIII secolo da un monaco domenicano della famiglia Santucci, che portò i bulbi dalla Spagna, e nei secoli successivi divenne fonte di ricchezza, esportato a Venezia, Milano e nei mercati del Nord Europa.
La coltivazione dello zafferano si fa ancora interamente a mano, come in passato: i bulbi del croco (Crocus sativus) si piantano in estate, e a ottobre e novembre sbocciano i fiori viola, che vanno raccolti all'alba, prima che si aprano del tutto. Poi, nelle case, le famiglie separano da ogni fiore i tre stimmi rossi, un lavoro paziente chiamato "sfioratura", e li essiccano sulla brace. Servono circa 150.000-200.000 fiori per produrre un solo chilo di zafferano, il che spiega il suo prezzo elevato. In autunno il paese celebra lo zafferano con una sagra, e nei ristoranti lo si usa per insaporire risotti, pasta e persino dolci. Vicino a Navelli anche il piccolo borgo di Civitaretenga conserva un interessante centro storico.
Consiglio: venite a fine ottobre per vedere la fioritura viola dell'altopiano; comprate lo zafferano in stimmi direttamente dai produttori.
Dove si trova
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